SETTORE VII

 
 

Lo scavo dell’area cimiteriale connessa alla chiesa di San Pietro (Settore VII), intrapreso dal 2006 e tuttora in corso di svolgimento, si sta rivelando un’interessante occasione di studio per la ricostruzione delle dinamiche connesse al culto dei morti e allo spazio ad essi riservato nella città tra l’età comunale e il tardo Medioevo.

L’area, posta ad Est della chiesa, ha subito nel corso del tempo numerosi cambiamenti, adeguandosi alle progressive trasformazioni urbanistiche vissute dal settore centrale della città: nella fase più matura del suo utilizzo, ad esempio, il cimitero risulta aver subito una fase di restrizione attraverso la costruzione di due allineamenti murari per delimitarne lo spazio di utilizzo, che originariamente doveva essere più vasto ed estendersi oltre il limite attuale. Uno di questi due muri risulta collegarsi ad un sistema di strutture che riutilizzano in parte murature più antiche e che compongono un ambiente di forma grossomodo rettangolare. Tale ambiente si apre sulla arteria principale della città tramite due contrafforti che fiancheggiano specularmente una soglia di grandi dimensioni composta da lastre di trachite grigia: le strutture sembrano interpretabili come un nuovo ingresso di carattere monumentale all’area antistante la facciata della chiesa, realizzato contemporaneamente alla restrizione dell’area necropolare; tali attività sono dunque inquadrabili in un’unica intensa fase di ristrutturazione degli spazi della chiesa e del cimitero, che si volevano evidentemente tenere separati.

Allo stato attuale delle indagini stratigrafiche sembra di potersi individuare per il cimitero una prima fase di sepolture più antiche, per lo più ricavate tra le irregolarità naturali del banco geologico, il cui rapporto con la chiesa nella età comunale è tutt’ora in fase di studio; questa prima fase, la cui datazione risulta per ora poco definibile anche a causa degli scarsi materiali provenienti dai riempimenti delle sepolture (si sono rinvenuti frammenti altomedievali di forum ware e di ceramica a bande rosse, che tuttavia sono interpretabili come residui), è seguita da una fase durante la quale predomina l’uso di casse litiche, messe in opera a fodera delle fosse di deposizione ricavate in strati di accumulo artificiale da cui provengono, tra gli altri, frammenti di maiolica arcaica (fine XIII-XIV secolo). Il periodo di fruizione dell’area cimiteriale si chiude con una fase di utilizzo particolarmente intensa, dalla fine del XIV alla prima metà del XV secolo, in cui predomina l’uso di semplici fosse terragne ricavate in ulteriori strati di accumulo, che risultano occupare intensamente lo spazio sovrapponendosi e tagliandosi frequentemente una con l’altra, nella necessità di rimanere all’interno dell’area consacrata. I frammenti ceramici rinvenuti all’interno degli strati di riempimento delle fosse, così come gli oggetti di corredo personale, le monete con funzione di obolo-viatico e i frammenti di marmo, porfido rosso e serpentino provenienti dalla dismissione del pavimento cosmatesco della chiesa, concorrono efficacemente a definire l’arco cronologico dell’ultimo periodo di utilizzo del cimitero.


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