La ceramica

La città di Leopoli-Cencelle fin dai suoi primi anni di vita avviò una propria produzione di vasellame ceramico, testimoniata sia dalle analisi archeometriche degli impasti che dal ritrovamento, nel cuore della città tra la basilica e la torre, di un impianto produttivo di ceramica di XIII secolo, ma probabilmente risalente all'epoca della fondazione di Cencelle.

Lo studio dei reperti in ceramica ha permesso di distinguere due grandi fasi cronologiche in base alla modalità di uso e consumo sia del vasellame prodotto a Cencelle, che di quello importato da altre realtà artigianali dislocate in tutto il Mediterraneo. Il primo momento è compreso tra il IX e il XIII secolo, ed è legato alla presenza quasi esclusiva di anforette, brocche e boccali realizzati in ceramiche prive di rivestimento, acroma o dipinta a bande, accanto alle quali vi è l'attestazione della vetrina pesante. Si tratta quindi di un quadro legato all'uso domestico della conservazione e della cottura dei cibi, piuttosto che alla cura della presentazione sulla mensa. Inoltre la presenza di vasellame come olle (figura 1) e brocche, fa pensare al consumo, tipico del periodo alto- e primo-medievale di zuppe e minestre di cereali e legumi.

Più ricco e articolato è il quadro compreso tra la seconda metà del XIV e la metà del XV secolo, dominato dalla presenza della maiolica arcaica (figura 2) e dalla comparsa massiccia dei servizi da tavola, ovvero di grandi piatti da portata (figura 3), di scodelle e di ciotole (figura 4) per uso individuale accuratamente decorati. Questo secondo momento è quindi caratterizzato da un nuovo gusto per la mise en table e dall'introduzione nella dieta di alimenti come stufati e arrosti che necessitavano di grossi piatti di presentazione; del resto anche l'analisi degli altri tipi di reperti archeologici, tra cui soprattutto le monete, concorre a creare l'immagine di una città in via di sviluppo economico inserita all'interno di una fitta rete di rapporti commerciali. Infatti, alcuni ritrovamenti archeologici di altri siti del Lazio settentrionale, hanno dimostrato una diffusione capillare del vasellame prodotto a Cencelle: una parte della produzione di maioliche veniva, probabilmente, destinata alla vendita verso mercati esterni, come La Castellina, Tolfa, Corneto e Civitavecchia. In senso inverso, Cencelle importava ceramiche dalle sponde di gran parte del Tirreno, dalla Spagna all'Italia Meridionale, come testimonia il ritrovamento di anfore provenienti dal Cilento (figura 5), dalla Liguria ma anche dalla Spagna e dalla Toscana; accanto a questi contenitori viaggiavano anche graffite savonesi (figura 6), lustri valenzani (figure 7 e 8), maioliche pisane (figura 9).

Le ragioni di questo fenomeno commerciale sono attribuibili all'affermazione del porto di Corneto (oggi Tarquinia) a cui Cencelle era legata politicamente. Il porto di Corneto si sviluppò a partire dal XII secolo come centro di raccordo per le navi in transito tra Pisa e Terracina che smerciavano i prodotti provenienti dai maggiori centri dell'entroterra del Lazio, dell'Umbria e della Bassa Maremma, con quelli provenienti dalle Repubbliche di Pisa, Genova e dalle coste della Spagna.

Cencelle ha inoltre restituito pregevoli esemplari di vasellame fine da mensa in maiolica arcaica di manifattura altolaziale (soprattutto dalla vicina Viterbo, che si afferma come centro produttore grazie a fornace di San Nicolò delle Vascelle a partire dal XIV sec.), ma anche umbra e toscana. La tendenza a servirsi di importazioni attraverso queste vie di comunicazioni terrestri diverrà più spiccata verso le ultime fasi di vita di Cencelle: le ultime importazioni di maiolica rinascimentale toscana (figura 10) e altolaziale (figure 11, 12, 13), cessata ormai l'attività produttiva interna, avverranno attraverso i canali privilegiati della via Cassia e della via Flaminia.

 

Glossario

Ceramica a vetrina pesante

La ceramica a vetrina pesante è una produzione altomedievale tipica dell'area laziale caratterizzata dall'applicazione di uno spesso strato di vetrina sul vaso prima della cottura: la “vetrina pesante” è tipica di boccali, brocche e olle, ed è spesso accompagnata da decorazioni in rilievo (tipo petali) o a incisione. La sua cronologia va dalla fine dell'VIII alla fine del XII, con la maggior fioritura nei secoli tra il IX e il X.

 

Ceramica dipinta a bande

La ceramica dipinta a bande rosse è una classe ceramica tipica dei grossi contenitori da dispensa (anfore e olle acquarie). La sua produzione è stata suddivisa in due tipi posti cronologicamente uno di seguito all'altro utilizzando la larghezza delle bande come fattore discriminante: il primo (“broad line”, bande strette) dal V fino al IX secolo, il secondo (“narrow line” bande larghe), dal IX al XV secolo.

 

Maiolica arcaica

La maiolica arcaica è la classe più rappresentativa del periodo bassomedievale in tutta l'Italia centro-settentrionale: venne prodotta per confezionare servizi da tavola decorati in bruno e in verde (utilizzando rispettivamente l'ossido di manganese e quello del rame), su smalto bianco. I motivi decorativi variano da un centro produttivo all'altro ma i più frequenti sono generalmente quelli geometrici e quelli floreali e vegetali stilizzati. La sua produzione va dalla prima metà del XIII secolo alla fine del XV.

 

Maiolica rinascimentale

La maiolica rinascimentale è una classe ceramica ampiamente diffusa su tutto il territorio italiano: si distingue dalla precedente produzione di maiolica arcaica per l'introduzione di una vasta palette di colori e per un gusto spiccato nei confronti dei piatti da pompa o da parata. La maiolica rinascimentale fece la sua apparizione tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo, perdurando per tutta l'età barocca. 

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