I reperti epigrafici

Le iscrizioni provenienti dal sito di Leopoli - Cencelle sono caratterizzate da varietà di datazione, di tipologia e d’uso, offrendo così una testimonianza del fenomeno insediativo non solo per la città di fondazione papale ma anche per le limitrofe aree collinari e costiere.

Dall’analisi di questi manufatti emerge una discreta facilità per Leopoli - Cencelle nel reperire e stoccare grandi quantità di materiali utilizzabili nell’edilizia appartenenti a epoche precedenti. La maggior parte dei reperti epigrafici di età classica presenta, infatti, fratture nette e rettilinee, operate in antico sui lati, e strati di malta sulla faccia non incisa. Queste caratteristiche possono essere riferite ad una attività organizzata di compravendita di materiale proveniente dalle villae circostanti a cui la città nella sua fase pienamente medievale attinge per rifornirsi di materiale da reimpiegare, sia per uso strutturale che decorativo. Significativa in tal senso è la presenza di epigrafi di età romana e tardoantica nelle strutture edilizie di epoca romanica come elementi di riuso, in un contesto urbano di fondazione altomedievale che non ha ancora restituito nessuna attestazione stratigrafica o strutturale di fasi precedenti al IX secolo.

I ritrovamenti epigrafici riflettono altresì i fenomeni insediativi della zona caratterizzata da una piena romanizzazione nei secoli I-III d.C., che si manifesta tramite l’impianto di ricche residenze ricordate nelle fonti e attestate archeologicamente. Il paesaggio si evolverà nei secoli tardoantichi con la rarefazione degli insediamenti, il cui riflesso si scorge nelle epigrafi rinvenute, che per il IV-VI secolo calano drasticamente di numero.

Tra i reperti giunti a noi quasi integri e la cui funzione sia ricostruibile si annoverano il fronte di sarcofago strigilato appartenente ad un discendente di liberto di Traiano e databile al II secolo d.C. (figura), e, per il periodo tardo antico, un’iscrizione commemorativa che celebra l’attività di un evergeta di V-VI secolo (figura) oltre ad alcune epigrafi funerarie di VI secolo (figura).

Un altro gruppo consistente di iscrizioni si data ai secoli altomedievali, più precisamente fra VIII e IX, ed è da ricondurre alla fase di fondazione della città e al primo allestimento del principale edificio di culto. L’esempio più rappresentativo è costituito dalla grande iscrizione rinvenuta nei pressi della porta orientale della cinta muraria di cui era parte integrante, incassata nella muratura del sovrapporta.

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In questa posizione privilegiata accoglieva chi entrava a Leopoli celebrando l’attività urbanistica del pontefice Leone IV ma al contempo ammonendo i nemici sulle capacità difensive della città grazie all’imponente struttura fortificata che la conteneva e che garantiva agli abitanti sicurezza e inviolabilità.

Sempre ai secoli altomedievali si datano alcune iscrizioni che si possono ricollegare alla facies altomedievale della chiesa di cui dovevano rappresentare parte dell’arredo liturgico, come dimostra l’iscrizione attributiva presente sulla cornice di un elemento marmoreo decorato con nastro bisolcato.

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